lunedì 16 aprile 2012

La CaSa SuLLa CaScATa - Frank Lloyd Wright


Dove l'artificiale si annega nelle trecce frondose di un bosco senza nome.
Dove il dialogo tra Natura e umano si riduce a un romantico corteggiamento,
incrocio di sguardi complici, sottesa segreta sintonia.

Non è una favola, esiste davvero. "Fallingwaterhouse" (più nota come "la casa sulla cascata")
si rivela il frutto idilliaco di un progetto elaborato e realizzato dall'architetto Frank Lloyd Wright
a Bear Run in Pennsylvania.
Il committente si identifica in un ricco commerciante di Pittsburgh, Edgar J. Kaufmann,
uomo reso fatalmente astigmatico dal perpetuo concentrare la vista entro i soliti confini, scontati, banali, smisuratamente comuni. Desideroso di cambiamento, bramoso di meravigliare
e di essere meravigliato, di dar vita a nuovi orizzonti cinematografici entro cui smarrirsi
e rendere ebbro lo sguardo, nel 1935 contattò il celebre architetto e gli comunicò
quel suo intacibile bisogno primario, facendogli anche presente la propria fascinazione
per una cascata su un ruscello chiamato Bear Run che corre tuttora sui boschi dell'ovest
della Pennsylvania. Wright ricamò di fantasie i punti di riferimento fornitigli dal committente. 
Nel 1936 la prima pietra era salda. Tre anni dopo la costruzione paradisiaca si poté consacrare 
nella sua sorprendente completezza.
La casa si slancia verso il tetto del bosco attraverso una serie di terrazze a sbalzo e sovrapposte,
che si richiamano alla stratificazione delle rocce del sito e che aggettano audacemente sopra la cascata creando un eccezionale effetto scenico. La pietra nativa si fonde con le strutture in cemento armato color beige che si amalgamano come in un unico impasto.
La famiglia Kaufmann adoperò l’abitazione come casa di vacanza sino agli anni cinquanta,
donandola nel 1963 al Western Pennsylvania Conservancy, che la adibì a museo aperto al pubblico,
con migliaia di visitatori ogni anno.
Frank Lloyd Wright definì con queste parole la propria opera all' Associazione Taliesin il 1º maggio 1955: “Fallingwater è una grande benedizione - una di quelle grandi azioni umane che possono essere sperimentate qui sulla terra. Non penso che niente ancora abbia mai uguagliato la coordinazione, la sintonia espressiva di un grande principio di armonia dove la foresta, il ruscello, la roccia e tutti gli elementi strutturali sono così quietamente combinati tanto che tu puoi realmente ascoltare non altri rumori se non la musica del ruscello che scorre."

Dove ciò che conta non è ciò che sei, ma come t'innamori di una corona di foglie intrisa di luce.
Dove all'ombra di un bosco senza nome risuona solo l'orchestra di un ruscello che scorre.
Tutto il resto
è silenzio.

Francesca Mazzotta


giovedì 1 settembre 2011

SELGAS CANO ARCHITECTS | OFFICE



E’ edificato in un bosco l'ufficio realizzato dagli architetti Jose Selgas e Lucia Cano (Salgas Cano Architects): si tratta di un lungo open-space a forma di tunnel coperto da una finestra trasparente in plastica acrilica sottile appena 20 millimetri.
Un’architettura interamente immersa nella natura quella realizzata dal gruppo Salgas Cano che lascia tutti a bocca aperta per la bellezza e la semplicità ma, sopratutto, il dialogo con la natura. La luce entra in modo splendido e naturale, quasi senza mediazioni: l’ombra è garantita da un muro opaco, spesso 11 centimetri e realizzato con strati di poliestere e fibra di vetro.
Per mantere fresca la temperatura interna, una delle ‘estremità’ dell’ufficio è collegata ad un sistema di puleggie, che abbassa e alza una lastra di vetroresina come un enorme ventaglio a mano che pompa aria.
Rilassante e silenziosa, questa originale location si adatta perfettamente alle esigenze di chi, per lavorare, ha bisogno di concentrazione assoluta. Un posto con poche distrazioni ma sicuramente ricco di ispirazioni.